Routine e attività al Nido

LE ROUTINE

Le routine sono situazioni (si ripetono tutti i giorni con le medesime dinamiche) che inframezzano la vita del nido e si riconoscono in diversi momenti, quali: l’ingresso, lo spuntino, le attività, la pappa, la merenda, la nanna, i cambi, l’uscita. Per il bambino sono tappe fondamentali, lo aiutano a percepire la realtà che lo circonda e l’accettazione delle regole in un vissuto comunitario. Danno sicurezza.

ATTIVITA’ AL NIDO

Attraverso il gioco il bambino getta le basi per la sua esperienza di vita, di oggi e di domani. Col gioco il bimbo si diverte, esplora, scopre, esprime emozioni e comunica con i pari e con l’adulto. Il bambino al nido è il protagonista delle attività che vengono proposte e l’adulto partecipa alle sue conquiste sostenendolo e contenendolo in caso di bisogno.

Manipolazione

Il bambino manipola in modo continuo e spontaneo, ad es. durante il pasto: quale momento migliore per esplorare, pasticciare, sentire, toccare, annusare…insomma, conoscere il mondo? Per le attività di manipolazione più strutturate vengono proposte le farine: gialla e bianca  (materiale molto volatile, si consiglia di utilizzarla asciutta per poco tempo, dopodichè aggiungere dell’acqua e procedere con la pasta di pane/sale), argilla, pongo.

Grafico – pittoriche

Il bambino, attraverso la pittura (e il disegno/lo scarabocchio), esprime sensazioni e stati d’animo, per lui è un’avventura. Le potenzialità del bambino, se vengono stimolate da un ambiente ricco e vario, trovano profonde possibilità di sviluppo nell’ambito dell’attività grafico-espressiva. La “strada” del disegno/pittura deve tener conto dello sviluppo del bambino, della sua capacità visiva e manipolativa, in modo che sia libero e autonomo di scegliere i materiali e le varie tecniche da utilizzare (l’adulto non deve condizionarlo). 

Travasi

Il bambino, intorno all’anno, si diverte moltissimo a riempire/svuotare un contenitore, a tirar fuori/rimettere dentro. E’ un’attività importante per raggiungere la consapevolezza del sè. L’adulto osserva, garantisce una serena atmosfera relazionale e propone nuove materiali se l’attenzione del gruppo cala. La pasta cruda (generalmente di grandi dimensioni) è ciò che viene maggiormente proposto come materiale da travasare. Per i bimbi più grandi il gioco ad un certo punto evolve e si “fa finta di….” (gioco simbolico)

Cestino dei tesori

Ideato da Elinor Goldschmied (psicologa inglese), è un vero e proprio cestino di vimini (ma viene a volte usato anche un piccolo baule), presente nella sezione dei più piccoli. Contiene oggetti di uso comune (alcuni es.: spugne naturali, pigne, gomitoli di cotone, spazzole di setole naturali, cucchiai di legno, scotoline di metallo, imbuti, carta oleala) che vanno a stimolare i cinque sensi. Tutti gli oggetti, dopo ogni utilizzo, vanno controllati, puliti, igienizzati e sostituiti in caso di usura.

Gioco euristico

In quest’attività si utilizza materiale non strutturato, generalmente recuperato dall’uso quotidiano (es. barattoli di metallo/plastica, tappi di sughero, catenelle, pigne, cucchiai di legno/metallo, mollette, tubi di cartone,…); talvolta per reperirli si chiede la collaborazione dei genitori. Il gioco euristico nasce come attività di scoperta della natura degli oggetti e delle loro proprietà.

Casetta – Travestimenti – Drammatizzazione – Gioco  simbolico (…faccio finta di…)

I bambini, prendendo spunto dai loro vissuti, diventano protagonisti di giochi e racconti e si sentono gratificati. Il gioco simbolico è legato alla drammatizzazione (che alimenta nei bambini l’immaginazione e la creatività). E’ la capacità di ripetere, in un altro luogo e tempo, azioni che consentono di rivivere esperienze di vita quotidiana. Quest’attività permette al bambino di rievocare un fatto, di sviluppare capacità comunicative/espressive. Si utilizzano: la casetta (generalmento di legno -può contenere 7/8 bimbi), le bambole, i vestiti, i passseggini, i carrellini della spesa, il mercatino, la cucina.

Giardino

Nel giardino, in uno spazio protetto e sicuro, il bambino fa le sue prime esperienze all’aperto: esplora, salta, si arrampica, striscia, spinge e tira oggetti, scivola, s’inciampa e si rialza, insomma, mette alla prova le sue abilità. Inoltre, il materiale “naturale” che trova durante le sue esplorazioni sono uno stimolo continuo di ricerca di occasioni di gioco.

Lettura ad alta voce

Le storie sono doni d’amore. I bimbi hanno bisogno di latte, carezze e storie. La LAV è di vitale importanza fin dalla primissima infanzia (anzi, fin dal grembo materno); educa all’ascolto, il bambino presta attenzione, si emoziona, scopre la sonorità del linguaggio. L’adulto deve vivere ciò che legge! La LAV crea immagini mentali perchè sviluppa e amplia la capacità creativa, stimola la curiosità. La LAV è educazione affettiva, crea un legame di intimità tra chi ascolta e chi legge. A volte i bambini chiedono sempre di leggere la stessa storia, perchè hanno bisogno di trarre ancora qualcosa dal messaggio implicito che lascia quel libro. Nei nidi, c’è una “tana”, un luogo magico, dove si racconta…il bambino deve riconoscere quel luogo come un posto dove accade qualcosa di straordinario, si sogna, si immagina, si impara. Per quest’attività è meglio dedicare un momento invariato della giornata. Il bambino ha bisogno di ritualità, si crea in questo modo un’aspettativa. La ritualità non è monotonia ma sicurezza.

Ascolto della musica – Giochi musicali

La musica accompagna la vita del nido nel quotidiano. Le routine, grazie alla musica (canti, filastrocche) diventano un momento speciale di scoperta e crescita. E’ già nell’indole dell’educatore “fare musica” al nido, questa caratteristica va però potenziata con corsi di formazione continui. La musica è uno strumento per conoscere se stessi, comunicare con gli altri (pari e adulti), relazionarsi con l’ambiente.